Al mio piccolo grande uomo
Qualcosa di grande si profila all’orizzonte - il tuo ritorno
Come potrei arrendermi?
E’ così adulterato il tempo
Che nonostante si scusi con laboriose giustificazioni
Mi manchi
asia
venerdì 13 gennaio 2012
martedì 10 gennaio 2012
amore
Mio Caro Amico,
a stento ritorno da un’escursione fra terreni ancora erbosi e viscidi, estesi verso la sponda del fiume negli invernali scoscendimenti.
I castagni rispecchiano ormai brulli nel lago di Albano. E la brezza agita i loro rami spogli. Tra di loro sostano gli stormi intirizziti dal freddo.
La natura a tratti è muta. Solo all’apice di un albero, ogni tanto, un gracchiare di cornacchie impaurite dalla mia presenza, lascia la cima, per ricominciare improvvisamente, più in alto.
Ricordo come l’autunno trascorso le povere fronde trattenute agli arbusti oscillavano, e l’erba ingialliva adagiandosi mesta alla crosta. Tutto aveva l’aspetto colorato e acceso della tinozza in ottobre, tutto Ami.
Solo all’orizzonte, il rosso dell’astro abbandonava la volta, sbiancando il suo colore, e l'aria filtrava intorno parcamente.
Ti è mai capitato oziare con i tuoi pensieri al tramonto?
Sai, due settimane fa, un fiocco di neve svolazzò nella notte rendendo più magico il Natale.
Chissà dove andrà la prossima volta, magari sorvolerà la tua casa, o meglio, chissà quale folata di vento, con quanta responsabilità sbiancherà la tua strada.
A quel notturno, ho affidato la mia anima, i brandelli che ne restano.
Non saprò mai, dove troveranno riparo, quale regione o cuore li ospiterà nella notte oscura della tua valle.
Confido che sia tu a soccorrerli.
Posso solo aggiungere che, nelle mie vicinanze, ci sei ancora tu, il mio soffio vitale, per questa vita ormai prossima al tramonto.
Non mi era mai capitato prima, di passare al vaglio l’inverno nell’hinterland del cuore, né di chiedermi come interagirà l’anima con la tua lontananza.
Frattanto, con cautela, porto i miei occhi al cielo vestendo l’inverno - indossandone il gelo.
Del resto cos’altro può offrirmi questa stagione?
Asia
a stento ritorno da un’escursione fra terreni ancora erbosi e viscidi, estesi verso la sponda del fiume negli invernali scoscendimenti.
I castagni rispecchiano ormai brulli nel lago di Albano. E la brezza agita i loro rami spogli. Tra di loro sostano gli stormi intirizziti dal freddo.
La natura a tratti è muta. Solo all’apice di un albero, ogni tanto, un gracchiare di cornacchie impaurite dalla mia presenza, lascia la cima, per ricominciare improvvisamente, più in alto.
Ricordo come l’autunno trascorso le povere fronde trattenute agli arbusti oscillavano, e l’erba ingialliva adagiandosi mesta alla crosta. Tutto aveva l’aspetto colorato e acceso della tinozza in ottobre, tutto Ami.
Solo all’orizzonte, il rosso dell’astro abbandonava la volta, sbiancando il suo colore, e l'aria filtrava intorno parcamente.
Ti è mai capitato oziare con i tuoi pensieri al tramonto?
Sai, due settimane fa, un fiocco di neve svolazzò nella notte rendendo più magico il Natale.
Chissà dove andrà la prossima volta, magari sorvolerà la tua casa, o meglio, chissà quale folata di vento, con quanta responsabilità sbiancherà la tua strada.
A quel notturno, ho affidato la mia anima, i brandelli che ne restano.
Non saprò mai, dove troveranno riparo, quale regione o cuore li ospiterà nella notte oscura della tua valle.
Confido che sia tu a soccorrerli.
Posso solo aggiungere che, nelle mie vicinanze, ci sei ancora tu, il mio soffio vitale, per questa vita ormai prossima al tramonto.
Non mi era mai capitato prima, di passare al vaglio l’inverno nell’hinterland del cuore, né di chiedermi come interagirà l’anima con la tua lontananza.
Frattanto, con cautela, porto i miei occhi al cielo vestendo l’inverno - indossandone il gelo.
Del resto cos’altro può offrirmi questa stagione?
Asia
venerdì 6 gennaio 2012
*****

In fondo…
E’ un respiro di te
Quello che fende l’aria di Roma
Che ha l’abilità di annullarmi
Penetrandomi dentro
Nel respiro affannoso
Familiare soltanto alla sopravvivenza
Dissezioni fra le parti di me - le meno avvenenti
Autopsie di rilievo
Che mi conferiscono un posto
Annullando l’età
Esercitando quel timido insinuarsi
Dopotutto
Le parole sono il mio territorio
Perché privarle del sogno?
asia
giovedì 5 gennaio 2012
mercoledì 4 gennaio 2012
*****

Naturalmente
Mal si coniuga questa attesa
Che dispiega sintassi non agevoli
Curandosi soltanto dell’effettiva lesione
Questa volta parlerò solo al tuo cuore
Questa volta parlerò di me a te
Che invochi quella verità esanime
Senza condizioni
Un ghigno beffardo mi perseguita
Sferzate
E ancora sferzate colpiscono il cuore
Impegnato oltremodo in questa privazione
Spogliato dell’ultima identità - dispera
Vive al riparo della tua icona
Nutrendosi della sola immaginazione
O meglio
Con ciò che gli resta di quel suo cercarti ansioso
Affezionato al quadro della tua presenza
In tutto questo tempo
Faticosamente e per assurdo
Ha incitato il raggiro
Sciocchezze mon ami, sciocchezze
Perfettamente d’accordo con le tue considerazioni
La Natura - m’è testimone del ripetuto tempo
Del lento oziare tra le piante
Che amo più di questa stessa vita
Sì, lo so - non durerà per sempre
Sferzerò il tempo anch'io
Donando alle ore un nome
Il tuo
asia
lunedì 2 gennaio 2012
Conquisterà l’élite
Con me non è necessaria indossare quella maschera
Né sollecitare le difese immunitarie
Sono un aggregante
Io – l’aspirinetta per la patologia dei cuori infranti
Con me va bene essere se stessi sempre – uomo/ragazzo
Con me puoi piangere - dare spazio alla tua rabbia
Con me puoi dividere le gioie
Davvero - puoi
Non è forse nell’uomo peculiare la ragione?
Ti sono amica sincera - spassionata
Ti sono carezza
Ti sono poesia
Ti sarò guida
E’ un amore totale il mio
La sua semplicità è disarmante
Conquisterà la massa
Con rapidi progressi - conquisterà l’élite
Perdona l’ambizione - l'io - tende ad arrestare le guerre
Ad azzittire i cannoni
A rendere libero il kamikaze
A inchiodare alle sue responsabilità il tiranno
Io – ex figlia dei fiori - sì ragazza di quel tempo
Tuttora ama l’amore che non sa sfiorire
Sì - amo l’amore
Delle ore tristi attenuo il ricordo
Pernottando in strade campestri
Tra i mirti e melograni in fiore
Non amo piangere sulle mancate attenzioni
Ve ne saranno altre - più vivaci – più dolci e deliziose
Amo la sveglia che segnala nuovo il mio dì
Amo chi non sa nascondersi dietro la rinuncia
Amo la possibilità - la notte - il giorno a seguire
Amo chi lotta per un pezzo di pane
Sono con lui - mi precipito sempre
Amo gli accenti dell’anima
Amo distrarmi in pensieri profondi
Amo i tuoi boschi che delimitano il mio prato
Amo il tuo ideale
Amo dar vigore alla vita
Con serenità nella tempesta
Amo andare incontro al mio dì senza paura
Non impoverirò amandoti
Mi arricchirò di te - della tua anima
Lei non ama il denaro - fedele alle sue origini bucoliche
Ghermirà ancora ranuncoli
Fantasia
Chi può comprare un tramonto?
Chi può aggiungere vita alla vita?
Chi può sfuggire all’unica certezza?
Quale regnante o semidio terreno può?
Allarga la visione che hai del mondo
Non spingerti oltre – oltre è solo vizio
Vizio lettore
E la luna non è soltanto un cono d’ombra
E’ luce nelle solitarie notti
Lo so – puoi dire che sono sottigliezze
Ma non ti volterò le spalle
Avverto reale questa tua presenza
Mi scorre dentro come ninfa vitale
Fantasia – ninfa dal colore esuberante
Osserva i suoi giorni
Ama le sue labbra
Ama il suo gran cuore
Imprigionato com’è dal tedioso ricordo
lago_dei_cigni
10-07-03
Né sollecitare le difese immunitarie
Sono un aggregante
Io – l’aspirinetta per la patologia dei cuori infranti
Con me va bene essere se stessi sempre – uomo/ragazzo
Con me puoi piangere - dare spazio alla tua rabbia
Con me puoi dividere le gioie
Davvero - puoi
Non è forse nell’uomo peculiare la ragione?
Ti sono amica sincera - spassionata
Ti sono carezza
Ti sono poesia
Ti sarò guida
E’ un amore totale il mio
La sua semplicità è disarmante
Conquisterà la massa
Con rapidi progressi - conquisterà l’élite
Perdona l’ambizione - l'io - tende ad arrestare le guerre
Ad azzittire i cannoni
A rendere libero il kamikaze
A inchiodare alle sue responsabilità il tiranno
Io – ex figlia dei fiori - sì ragazza di quel tempo
Tuttora ama l’amore che non sa sfiorire
Sì - amo l’amore
Delle ore tristi attenuo il ricordo
Pernottando in strade campestri
Tra i mirti e melograni in fiore
Non amo piangere sulle mancate attenzioni
Ve ne saranno altre - più vivaci – più dolci e deliziose
Amo la sveglia che segnala nuovo il mio dì
Amo chi non sa nascondersi dietro la rinuncia
Amo la possibilità - la notte - il giorno a seguire
Amo chi lotta per un pezzo di pane
Sono con lui - mi precipito sempre
Amo gli accenti dell’anima
Amo distrarmi in pensieri profondi
Amo i tuoi boschi che delimitano il mio prato
Amo il tuo ideale
Amo dar vigore alla vita
Con serenità nella tempesta
Amo andare incontro al mio dì senza paura
Non impoverirò amandoti
Mi arricchirò di te - della tua anima
Lei non ama il denaro - fedele alle sue origini bucoliche
Ghermirà ancora ranuncoli
Fantasia
Chi può comprare un tramonto?
Chi può aggiungere vita alla vita?
Chi può sfuggire all’unica certezza?
Quale regnante o semidio terreno può?
Allarga la visione che hai del mondo
Non spingerti oltre – oltre è solo vizio
Vizio lettore
E la luna non è soltanto un cono d’ombra
E’ luce nelle solitarie notti
Lo so – puoi dire che sono sottigliezze
Ma non ti volterò le spalle
Avverto reale questa tua presenza
Mi scorre dentro come ninfa vitale
Fantasia – ninfa dal colore esuberante
Osserva i suoi giorni
Ama le sue labbra
Ama il suo gran cuore
Imprigionato com’è dal tedioso ricordo
lago_dei_cigni
10-07-03
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