mercoledì 8 febbraio 2012

martedì 7 febbraio 2012

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Quando non so da dove cominciare, scrivo all’interno di una caffetteria.
Non so quanto sarà conveniente a te leggere di me, ma posso assicurarti che il risultato qui è un tenero ricordo.




Asia

domenica 5 febbraio 2012

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Questo pensiero dipinge il quadro che vede
Bussa alla memoria
E’ sconcertante
C’è bisogno di umiltà - di preghiera
Per quelle esistenze che hanno dato se stesse al gelo
Nessuna creatura dovrebbe avventurarsi
Il manto bianco è un dio esigente
Si oppone ai contrastati

Noi non conosciamo il suo profondo
Né deteniamo quelle virtù
No – non siamo i padroni qui – siamo di transito
Non tutto ci appartiene - ne possiamo solo gioire
Ma non possiamo violare la natura
Se pur madre generosa – esige rispetto

Anche la vita è una
Nessuno merita il suo sacrificio
Gli abitanti del cielo ci restituiscono un incedere lento
Una riflessione profonda – quasi un monito
In questa civiltà tutto può venire meno

La neve ha un suo assolo
Sovrasta i suoni rendendo tutto più silente
Ti affida a cose più profonde
Alla cura del focolare
Alle conversazioni amorose
Alle cose più semplici - come può essere il gioco
Un piatto caldo da dividere con gli amici

In questo mondo non essere mai incostante
Né approssimativo - Né grossolano
La didattica sovente ci rammenta
Tu collocati in quella sudditanza
Non assumere quel tono di chi ha fatto carriera
È la realtà di molti – ma non è la tua

Riconosciti in questo



asia

sabato 4 febbraio 2012

A Emily Dickinson







Mia Cara,
Come te, vorrei istoriare un quadro anch'io (ed è molto probabile che lo farò) capace di intenerire fino alle lacrime – tanto da poter far prendere il primo treno o il primo volo possibile, magari di quelli “last minut” alla persona destinataria del mio lascito morale. Se solo avessi il filato adatto, se solo trovasse ascolto questo mio dire presso di quest’ultimo. Lo sfondo sarebbe la lontananza, e le varie forme di solitudini. Anche per me varrebbe lo stesso principio – le stesse identiche cose che tu hai enucleato qualche tempo fa “ogni luce, ogni ombra, una solitudine”.

Non è stata una bella giornata
Gli amici
Gli amati amici - se ne sono andati tutti
Ho chiesto di loro - Ho reclamato lui
Ho esteso il richiamo al colle innevato
Ettari bianchi attraversati da piccole creature
Infreddolite - impaurite

Così, ho percepito questo isolamento
Non posso aggiungere se mi piace
Sarebbe un pensiero audace
Lo spazio del cuore è infinito
Nonostante le distanze – i limiti
Confido nel rammarico dei giorni trascorsi
Che facciano da scudo per quelli a venire

Solo tu, mia cara, tu solamente, mi hai risposto con tono calmo: l’assenza vince su tutto. Non ho scelte, per questa volta avvaloro la possibilità.
Crederci. Grazie.




Asia

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Mi incanto ancora all’idea della tua voce
Non chiedermi il perché
Sarebbe più facile far parlare un volatile
Mi spendo volentieri per la mia musa

Sta facendo buio qui alla Rocca
E il sole ha dipinto un altro tramonto
Arriva la tua presenza - la conosco
Tutto intorno - l’essenza
Tu mi guardi sempre nello stesso modo

Sai perfettamente che non ho altro luogo dove andare
Se non perdermi dentro il tuo sguardo
Anche se tu non ti senti osservato
Ti esamino
Sì - è l’unica cosa che mi rimane in questo immaginare
Chiedi alla tua ombra – chiedi quella distinzione

Ti sfioro i capelli
Li trattengo tra le mie mani
Li bacio anche - tu resti immobile
Mentre cerco di sussurrarti più cose nell’orecchio
Affido il mio bene alle parole
Che sappiano donarti la dimensione di questa tenerezza

Assieme a questa fantasia
Vado incontro alla neve
Vedrò le giornate accorciarsi
Le lusingherò con l’espressione
Chiederò di questa tua assenza
Di vigilare su di te - sempre
Raccontandoti quest’apprensione

Di com’è vissuta
Di come le giornate sebbene brevi
Sono interminabili e fredde





asia

venerdì 3 febbraio 2012

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"In piedi - a fatica"



Accoccolata
Davanti al tuo silenzio
Scivolo
Nell’adorabile immaginario
Nido
Di piacevoli concetti



fm

mercoledì 1 febbraio 2012