domenica 24 gennaio 2016

Quella prima gioia






Quella prima gioia mi spaventò
Ora è mia attraverso il ricordo
Governata da una ragione inflessibile
Nonostante il tempo

Non credevo che si potesse vivere di ricordi
Così – come non conoscevo bene il richiamo del bosco
Incontrastato - è balsamo a questa vita
Troppo schiva e fuori moda

A lungo ha atteso un segnale
Guardando le stagioni sfiorire
A lungo ha sperato
Sopportando tutto – solitudini comprese
Ora attende soltanto un saluto
Attraverso ogni qualsiasi creatura

Non è più dedita all’ozio – né alla poesia
L’amore di due bambine illumina la sua quotidianità
Ma è ancora qui che guarda verso l’alto
Mentre le ore passano con il loro rumore spensierato
 
Ignare di cosa rincorre questa vita
Che tra le tantissime sorprese
Si trova a misurare la distanza



sabato 16 gennaio 2016

Un altro mattino






 
 
 
È un pensiero che mi fa volare in alto
Lasciandomi un respiro lieve

 

 

 

 

 

 

giovedì 31 dicembre 2015

Infiniti Auguri





Proverai con le tue stesse mani
Che cosa significhi trasmettere armonia
Chiederai alla natura - al Colle
Più probabilmente al piccolo pennuto
Ascoltando la sua melodia
Interrogherai il vento

Chiederai come sviluppare "l’ossitocina"
Per combattere le tue ansie
Vedrai – vivrai per il piacere di donarti
Togliendoti tutte le “tossine mentali”
Che t’impediscono di sorridere

Provati – donarsi è meglio che ricevere
Ricordalo
Viviamo talmente altezzosi
Che non ci accorgiamo del sorgere del sole
Né dell’aria che respiriamo
Né di tutte le altre "Semplicità"


Auguri




mercoledì 23 dicembre 2015

Senza confini





 
Assegno qui il mio pensiero
Nel tentativo di emozionarti ancora
Sollecito la mente accettando il silenzio
Orientandola là - dove il tramonto giace

Ti ricordi quante promesse?
E come questa mano si teneva stretta alla tua?
Ricordi?


Ora - non ha più guide
Né mamma né sorella e la paura accosta
Resta la tenerezza di un pensiero
Una vastità senza confini
Incompleta sì - ma con una fede in rialzo
Che nulla sia per te - distanza

 

 

mercoledì 9 dicembre 2015

A Maria Vittoria e Veronica





Un nome - una cifra - un letto di ospedale
Non si sa cosa succede dietro quella porta
O meglio - è un andirivieni di persone specializzate

Confuse idee si fanno spazio
Giungono alla porta e si logorano
Bisbigli fra camici bianchi
E poi un pianto improvviso – due
Avvolgono il corridoio adiacente

Silenzi
Tutto è premura
Ogni sospiro – ogni passo avanzato
Finalmente un visino – due
Meraviglia
La vita ci sorprende – mi sorprende ancora


P.S.:
Benarrivate:  Maria Vittoria e Veronica.
Questa zia rinnova gli auguri a mamma Patrizia e papà Alberto.