Ti dico - provati
Privo di ogni qualsiasi conoscenza
Tu – vorresti delimitare questo spazio
Autorizzandoti da solo al giudizio
Provati
Misurami
Potresti restare intrappolato
Da questa espressione semplice
Questo mondo vasto
Dove lo stesso tempo si assottiglia
Per non sfiorare le cavità inesplorate
Ha mani di velluto
- colei che ti accompagna nei tuoi sogni -
Medita spesso su pensieri austeri
Non troverai quel che “si dice”
Non rinverrai
– tutto è coltivato unitamente -
Nelle stanze della sua dimora
Troverai testimonianze attendibili
Senza fatica - né falsità alcuna
Potrai risalire al vero
La verità è premiante sempre
Persino sulle ataviche amicizie
Potrai rilevare - tra le notti bianche
Le giovanili rivalità
Ti vive accanto questa fragilità
Uccideresti la sua immagine?
Volendo
Ti sarà più facile - altro
Ma la sera farai le scuse per il resto dei tuoi giorni
Per averla offesa
Sì “croce e delizia”
Non distruggerai null’altro
In questa mente che brucia
Che anche nel gelo alleva la sua poesia
asia
giovedì 9 settembre 2010
mercoledì 8 settembre 2010
******
Niente di più assurdo è vederti andar via...
E’ vero che l’uomo pone limiti all’altro. Anche se, personalmente, (e qui credo di interpretare il pensiero di tutti) speravo di poter godere ancora della tua amabilissima persona. Quindi, nemico primario per l’uomo è il tempo.
Inesplorate libertà ti attendono. A voce, le riterrei misteriose,
non più legate alla regolarità degli orari, finalmente libero, ti concederai ai giusti piaceri.
Concedici un po’ di sana gelosia, l’idea di poter sprigionare l’anima verso altri lidi - Verso l’armonia del giorno - Sono mete ambite per ognuno di noi - L’anima è sempre catturata dai bagliori dell’alba – dai tramonti assolati – dalla malinconia dell’autunno – dal freddo silvestre, ma in ognuna di queste stagioni troverà il suo frutto. Soprattutto, colmerà i suoi inenarrabili bisogni.
Credo di poter interpretare ancora lo spirito di tutti. Nell’affidarti alla tua volontà, che quasi certamente, si crogiolerà nei ricordi, passando in rassegna i nostri volti, le voci, gli aneddoti di vita quotidiana, non fosse altro tra i più vicini collaboratori.
La tua memoria si adopererà in tal senso, ne sono certa.
E noi, sin d’ora, ti ringraziamo di portarci con te.
Per parte nostra, colmeremo la tua assenza/presenza – nell’impegno.
Che ti ha visto responsabile per molti anni, con diligente armonia hai assolto i tuoi compiti istituzionali.
Ti ringraziamo per questa eredità etica.
Caro amico è presumibile quella malinconia, per gli anni intensi, profondi.
Non darti per vinto. Non affidarti mai al passato -”Egli non è se non l’inutile rimembranza” Non affidarti mai al futuro -”Egli non è se non la fievole speranza” – Vivi! Vivi il presente.
Ritrovati quando ne avrai voglia con ognuno di noi, per un caffè, o quella sigaretta fumata in tre, Noemi – Rodolfo – ed io.
Attraverso questo, stabilirai un contatto (anche con quest’amica, che ha l’onere di non dispiacerti, di far presa sul cuore con le sue inutili chiacchiere) ma tu, caro amico, la conosci bene.
Prova a complicarti la vita - immaginala come una piccola foglia, sorriderai più spesso. Ne sono certa.
Ancora una raccomandazione: se hai del tempo, raccomandaci nelle tue preghiere, è sempre faticoso arrivare in orario, e il traguardo, per qualcuno di noi, è ancora lontano in quest’assoluta gerarchia.
Consentimi ancora di concepire (senza troppa fatica) l’immaginazione, circa la riacquistata libertà, altri orizzonti ti attendono, consacrati a quanto di più caro hai.
Consentici l’avvilimento dell’anima per la tua assenza – e faticosamente ti diciamo: DIVERTITI!
In un rifugio segreto
Hai istituito un Comitato
Dove riposare dal duro lavoro
Nella gioia dei giorni che conseguiranno
Felicitazioni da noi tutti.
fm
E’ vero che l’uomo pone limiti all’altro. Anche se, personalmente, (e qui credo di interpretare il pensiero di tutti) speravo di poter godere ancora della tua amabilissima persona. Quindi, nemico primario per l’uomo è il tempo.
Inesplorate libertà ti attendono. A voce, le riterrei misteriose,
non più legate alla regolarità degli orari, finalmente libero, ti concederai ai giusti piaceri.
Concedici un po’ di sana gelosia, l’idea di poter sprigionare l’anima verso altri lidi - Verso l’armonia del giorno - Sono mete ambite per ognuno di noi - L’anima è sempre catturata dai bagliori dell’alba – dai tramonti assolati – dalla malinconia dell’autunno – dal freddo silvestre, ma in ognuna di queste stagioni troverà il suo frutto. Soprattutto, colmerà i suoi inenarrabili bisogni.
Credo di poter interpretare ancora lo spirito di tutti. Nell’affidarti alla tua volontà, che quasi certamente, si crogiolerà nei ricordi, passando in rassegna i nostri volti, le voci, gli aneddoti di vita quotidiana, non fosse altro tra i più vicini collaboratori.
La tua memoria si adopererà in tal senso, ne sono certa.
E noi, sin d’ora, ti ringraziamo di portarci con te.
Per parte nostra, colmeremo la tua assenza/presenza – nell’impegno.
Che ti ha visto responsabile per molti anni, con diligente armonia hai assolto i tuoi compiti istituzionali.
Ti ringraziamo per questa eredità etica.
Caro amico è presumibile quella malinconia, per gli anni intensi, profondi.
Non darti per vinto. Non affidarti mai al passato -”Egli non è se non l’inutile rimembranza” Non affidarti mai al futuro -”Egli non è se non la fievole speranza” – Vivi! Vivi il presente.
Ritrovati quando ne avrai voglia con ognuno di noi, per un caffè, o quella sigaretta fumata in tre, Noemi – Rodolfo – ed io.
Attraverso questo, stabilirai un contatto (anche con quest’amica, che ha l’onere di non dispiacerti, di far presa sul cuore con le sue inutili chiacchiere) ma tu, caro amico, la conosci bene.
Prova a complicarti la vita - immaginala come una piccola foglia, sorriderai più spesso. Ne sono certa.
Ancora una raccomandazione: se hai del tempo, raccomandaci nelle tue preghiere, è sempre faticoso arrivare in orario, e il traguardo, per qualcuno di noi, è ancora lontano in quest’assoluta gerarchia.
Consentimi ancora di concepire (senza troppa fatica) l’immaginazione, circa la riacquistata libertà, altri orizzonti ti attendono, consacrati a quanto di più caro hai.
Consentici l’avvilimento dell’anima per la tua assenza – e faticosamente ti diciamo: DIVERTITI!
In un rifugio segreto
Hai istituito un Comitato
Dove riposare dal duro lavoro
Nella gioia dei giorni che conseguiranno
Felicitazioni da noi tutti.
fm
*****
Mi aggiro lungo questo castagneto
L’orecchio porgo alle sinfonie del giorno
Placida – ne raccolgo le voci
Qua e là - intravedo ricci di castagno
Sepolti dell’anno passato
Dappertutto foglie
E' il piccolo mondo che amo
Fermati lettore – sosta con me
Riposati un poco – accorda questa pausa
Non badare al grigiore delle nubi
E’ ancora mite la notte qui alla Rocca
Se nella tua mente percorre un desiderio
Rivolgi lo sguardo al cielo in quest’autunno
Sappi che il cielo è dominato da miti senza tempo
Disponi le tue facoltà - potresti vedere ancora Perseo
In prossimità delle greche coste cavalcare il suo Pegaso alato
Ora immagina Andromeda salvata dalle fauci del terribile Ceto
Allarga la tua fantasia – dipingila - Istoriala per me
Osserva un altro mito
Un’altra piccola gigante ammira
Volgi il tuo sguardo verso Orione "Il Cacciatore”
Che la leggenda vuole nella vita cinto da tre stelle luminose
La nebulosa centrale è la più grande
Aggiungi ancora charme lettore al tuo aggirarti senza meta
Accarezza con me quel ciglio erboso
Il vellutato muschio
Non lasciandoti sfuggire alle diverse novelle
E' ancora incanto
Considera quel luogo in cui il re prescelto
Del sacro bosco di Nemi
Issava la guardia nottetempo
Ivi compreso il giorno rese famosa a Diana
L'attuale boscaglia verso quel luogo
Vischio dorato
E’ stupore - è sogno
A tal punto mi perdo
In questo spazio collinoso
Erboso
Silenziosamente
Lo prospetto a te Amico lettore
fm
L’orecchio porgo alle sinfonie del giorno
Placida – ne raccolgo le voci
Qua e là - intravedo ricci di castagno
Sepolti dell’anno passato
Dappertutto foglie
E' il piccolo mondo che amo
Fermati lettore – sosta con me
Riposati un poco – accorda questa pausa
Non badare al grigiore delle nubi
E’ ancora mite la notte qui alla Rocca
Se nella tua mente percorre un desiderio
Rivolgi lo sguardo al cielo in quest’autunno
Sappi che il cielo è dominato da miti senza tempo
Disponi le tue facoltà - potresti vedere ancora Perseo
In prossimità delle greche coste cavalcare il suo Pegaso alato
Ora immagina Andromeda salvata dalle fauci del terribile Ceto
Allarga la tua fantasia – dipingila - Istoriala per me
Osserva un altro mito
Un’altra piccola gigante ammira
Volgi il tuo sguardo verso Orione "Il Cacciatore”
Che la leggenda vuole nella vita cinto da tre stelle luminose
La nebulosa centrale è la più grande
Aggiungi ancora charme lettore al tuo aggirarti senza meta
Accarezza con me quel ciglio erboso
Il vellutato muschio
Non lasciandoti sfuggire alle diverse novelle
E' ancora incanto
Considera quel luogo in cui il re prescelto
Del sacro bosco di Nemi
Issava la guardia nottetempo
Ivi compreso il giorno rese famosa a Diana
L'attuale boscaglia verso quel luogo
Vischio dorato
E’ stupore - è sogno
A tal punto mi perdo
In questo spazio collinoso
Erboso
Silenziosamente
Lo prospetto a te Amico lettore
fm
martedì 7 settembre 2010
*****
Ho visto la tua lettera solo ora, mi dispiace.
Ha toni velati di malinconia, forse stai soffrendo troppo.
E’ probabile che tu voglia soltanto essere ascoltato.
Sono qui. Ti ascolto.
Non cercare l’alba dentro all’imbrunire. Sono solo toni romantici.
Ricerca dall’imbrunire quella compagnia. Che ti sia sole nella notte.
Accarezza l’alba con le sue mani tra le tue dita. Questo devi fare.
Non essere mai triste.
Ricorda che, le anime affini non si lasciano - né si perdono.
Si raccontano senza vedersi. Similmente - si vivono senza sfiorarsi.
C’è più voce nei silenzi che negli schiamazzi della gente.
Siamo o no affini? Viviamo o no per la poesia?
Non lasciare che il grigiore oscuri la tua vita. Colore poeta, ci vuole tono.
Aggiungi quel qualcosa che viene dal profondo, che riveli la tua idea, che sopravviva nei colori, qualcosa da amare. Qualcuno che sia divertente e profondo.
Vivi sereno. La luna qui alla Rocca è sempre bella anche quando ci sono le nuvole.
Marte non ha perso il suo cipiglio. Sono con me le tue mani, mi stringono forte. Tu – per favore, non toccare mai lo ”spaventoso silenzio”, abbi cura di lei. Certamente lei avrà cura di te.
Per me, desidero la serenità, la salute, qualche buon libro, la poesia.
Non permettere alla stagione delle bacche vermiglie di rovinare l’ultimo fiore.
Sii generoso. Così ti voglio: austero – forte – prodigo.
E’ un destino perverso, a volte. Meglio sarebbe, non essere ansiosi di nulla.
O meglio, per vivere la vita ci vogliono solo gesti di entusiasmo.
Anche il deserto vive le sue solitudini tra le sabbie impossibili. Eppure è facile immaginare i magnifici sfondi, le piccole creature che vi sono adattate, ogni radice cerca nell’ambiente la sua sopravvivenza, dobbiamo temprarci tutti.
Lascia al cuore i voli pindarici, alla ragione devi la razionalità. Ripeto, non soffrire. Non assecondare mai il tiranno. Vedrai – quando tutto passerà (spero fra non molto) andrà molto meglio. Non esiste nessun'isola felice. Puoi credermi. Sono più grande ma l’amore è lo stesso. Dunque, come te, pagherò il mio conto.
Ho provato a scrivere dopo qualche giorno.
Domani ti farò dono delle mie ultime.
Vorrei che non fosse così, che non le vivessi così.
Desidererei delle violette, delle margherite, gradirei conoscere il posto dove sono ora, deve sei tu, dov’è quel brivido che mi ha valicato tacitamente.
Scrivimi di te, se puoi, scrivimi. Qui c’è ancora tanto spazio per te.
Vivimi
Come un incontro che non si conserva il luogo
Passerà questo mio dire
Come un’ombra
Conserverà il titolo - forse
Né il colore degli occhi
Né l’espressione
Nel destino
Ho riconosciuto le tue orme
Abitavi già questa mia casa
Inesorabile incanto
Ti attendevo
Da sempre mio
Mio
Nei versi che scrivo
Nella corolla di un fiore
Nelle silenti farfalle
Nelle montagne innevate e gelide
Vivimi
Vivimi così come tu dici
Con il mio gran cuore
Se ciò ti è sopportabile
fm
Ha toni velati di malinconia, forse stai soffrendo troppo.
E’ probabile che tu voglia soltanto essere ascoltato.
Sono qui. Ti ascolto.
Non cercare l’alba dentro all’imbrunire. Sono solo toni romantici.
Ricerca dall’imbrunire quella compagnia. Che ti sia sole nella notte.
Accarezza l’alba con le sue mani tra le tue dita. Questo devi fare.
Non essere mai triste.
Ricorda che, le anime affini non si lasciano - né si perdono.
Si raccontano senza vedersi. Similmente - si vivono senza sfiorarsi.
C’è più voce nei silenzi che negli schiamazzi della gente.
Siamo o no affini? Viviamo o no per la poesia?
Non lasciare che il grigiore oscuri la tua vita. Colore poeta, ci vuole tono.
Aggiungi quel qualcosa che viene dal profondo, che riveli la tua idea, che sopravviva nei colori, qualcosa da amare. Qualcuno che sia divertente e profondo.
Vivi sereno. La luna qui alla Rocca è sempre bella anche quando ci sono le nuvole.
Marte non ha perso il suo cipiglio. Sono con me le tue mani, mi stringono forte. Tu – per favore, non toccare mai lo ”spaventoso silenzio”, abbi cura di lei. Certamente lei avrà cura di te.
Per me, desidero la serenità, la salute, qualche buon libro, la poesia.
Non permettere alla stagione delle bacche vermiglie di rovinare l’ultimo fiore.
Sii generoso. Così ti voglio: austero – forte – prodigo.
E’ un destino perverso, a volte. Meglio sarebbe, non essere ansiosi di nulla.
O meglio, per vivere la vita ci vogliono solo gesti di entusiasmo.
Anche il deserto vive le sue solitudini tra le sabbie impossibili. Eppure è facile immaginare i magnifici sfondi, le piccole creature che vi sono adattate, ogni radice cerca nell’ambiente la sua sopravvivenza, dobbiamo temprarci tutti.
Lascia al cuore i voli pindarici, alla ragione devi la razionalità. Ripeto, non soffrire. Non assecondare mai il tiranno. Vedrai – quando tutto passerà (spero fra non molto) andrà molto meglio. Non esiste nessun'isola felice. Puoi credermi. Sono più grande ma l’amore è lo stesso. Dunque, come te, pagherò il mio conto.
Ho provato a scrivere dopo qualche giorno.
Domani ti farò dono delle mie ultime.
Vorrei che non fosse così, che non le vivessi così.
Desidererei delle violette, delle margherite, gradirei conoscere il posto dove sono ora, deve sei tu, dov’è quel brivido che mi ha valicato tacitamente.
Scrivimi di te, se puoi, scrivimi. Qui c’è ancora tanto spazio per te.
Vivimi
Come un incontro che non si conserva il luogo
Passerà questo mio dire
Come un’ombra
Conserverà il titolo - forse
Né il colore degli occhi
Né l’espressione
Nel destino
Ho riconosciuto le tue orme
Abitavi già questa mia casa
Inesorabile incanto
Ti attendevo
Da sempre mio
Mio
Nei versi che scrivo
Nella corolla di un fiore
Nelle silenti farfalle
Nelle montagne innevate e gelide
Vivimi
Vivimi così come tu dici
Con il mio gran cuore
Se ciò ti è sopportabile
fm
lunedì 6 settembre 2010
*****
"Gli uomini talvolta piangono"
Questo verde intenso
Conferisce al Colle
Un aspetto impeccabile
Intenta a guardare quella tranquillità
Dallo spettacolo immenso
Osservo il lento brulicare degli insetti
L’anima non sì tormenta più
Rigorosa nel suo comportamento
Dispensa armonie
Senza la forza di trattenerle
Guidata da una mano invisibile
Emozionata
Invia messaggi all’aria muta di settembre
Ricordandosi di una promessa solenne
Non mutevole
Né cedevole
Da qui all’eternità
Vivrà
In questo bene
fm
Questo verde intenso
Conferisce al Colle
Un aspetto impeccabile
Intenta a guardare quella tranquillità
Dallo spettacolo immenso
Osservo il lento brulicare degli insetti
L’anima non sì tormenta più
Rigorosa nel suo comportamento
Dispensa armonie
Senza la forza di trattenerle
Guidata da una mano invisibile
Emozionata
Invia messaggi all’aria muta di settembre
Ricordandosi di una promessa solenne
Non mutevole
Né cedevole
Da qui all’eternità
Vivrà
In questo bene
fm
*****
Da quando la tua anima si è insinuata nella mia
Ed è preponderante - Invasiva
Ogni ora erediterò
Ciò che la tua ratifica
Predomina sui sogni
Nelle preferenze
Nei comportamenti
Con lei - ho raccolto more lungo gli argini della strada
Ho camminato a lungo per sentieri sconosciuti
In sua compagnia ho mietuto spighe dorate
Con lei ho reciso fiori di ginestra
Papaveri - gialli bottoni
“ La terra non nega è generosa”
Di stagione in stagione - senza sosta
Senza eccezioni
E tu?
fm
Ed è preponderante - Invasiva
Ogni ora erediterò
Ciò che la tua ratifica
Predomina sui sogni
Nelle preferenze
Nei comportamenti
Con lei - ho raccolto more lungo gli argini della strada
Ho camminato a lungo per sentieri sconosciuti
In sua compagnia ho mietuto spighe dorate
Con lei ho reciso fiori di ginestra
Papaveri - gialli bottoni
“ La terra non nega è generosa”
Di stagione in stagione - senza sosta
Senza eccezioni
E tu?
fm
sabato 4 settembre 2010
Lo scrigno dallo spleen elevato
Insieme con te prenderò il largo
Verso un nuovo giorno
Tra i cigolii antichi della mia memoria
Ci inoltreremo verso il silenzio
Ci ospiterà l’assoluto
Cullandoci
Guarderemo lontano
Farò di più
Accorderò questa libertà
Con il respiro di un ruscello
All’ombra di un noce
Spierò del folto i sogni di un’Estate
Ascenderà questa sofferenza
In questa vita debole
Proverò a cambiarmi amando il mio opposto
In dissidio di tanto in tanto con il resto del mondo
Estranea alla mediocrità
Sollecito l’amore
Che si fa spazio dentro
Con impeto ingegnoso
Custodendo lo scrigno dallo spleen elevato
...tua
Verso un nuovo giorno
Tra i cigolii antichi della mia memoria
Ci inoltreremo verso il silenzio
Ci ospiterà l’assoluto
Cullandoci
Guarderemo lontano
Farò di più
Accorderò questa libertà
Con il respiro di un ruscello
All’ombra di un noce
Spierò del folto i sogni di un’Estate
Ascenderà questa sofferenza
In questa vita debole
Proverò a cambiarmi amando il mio opposto
In dissidio di tanto in tanto con il resto del mondo
Estranea alla mediocrità
Sollecito l’amore
Che si fa spazio dentro
Con impeto ingegnoso
Custodendo lo scrigno dallo spleen elevato
...tua
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