
Ed io
Sono ancora in questo tempo
Nell’angolo più remoto
Per non essere vista
Osservo le tue distrazioni
Le riconosco tali
Oh, sì – ho due gambe anch’io
Solo che le mie transitano per i boschi
Rincorrono libellule
Piccoli scoiattoli
E a volte – dopo una salubre corsa
Sosto - sorridendo alla Sorte
Non ho con me la mia cosa bella
Lui trasgredisce
Nonostante la spina – egli è qui
Mi dico non è niente
Le mie mete sono altre
Vive dentro le mie vene respirando la mia aria
Non sono in contesa
Si dice che - “quando un padre è assente
la madre è troppo seduttiva - il figlio è prepotente”
Questo lato affettuoso e insicuro della genitrice
Determinerebbe nel figlio – quel prevaricare
Non è così esitante da non capire
Probabilmente tu mi superi in ansia
O forse solamente per difesa
Trovo difficile che tu
Possa demolire l’immatura presunzione
Ma devi Ami non sei onnipotente
Esercita il tuo atto di umiltà stasera
Sforzati di uscire dall’ambivalenza
Dalla contraddizione
Affiorano qui le tue difficoltà
I sentimenti repressi
Dimmi – chi ti ha ferito?
Qui c’è ancora tanto affetto
Che non ha bisogno di ratifiche
Né di paralleli
Conosce i suoi limiti
Conosce il tuo cuore
L’innata solitudine che ti appartiene
Non c’è bisogno di prevaricare
Qui c’è un cuore
Delle risorse
Annulla le distanze – per favore
Annulla chi si frappone tra senno e bontà
Non fendere così queste mie ali
Non così
Tu mi vivi dentro
Ed io ti amerò fino alla fine
asia